Ehi tu, a che pensi?

Lettura musicale con un libro di Laurent Moreau alla ricerca dei propri pensieri.


A che pensi?

Te lo sei sentito chiedere tante volte. 

A volte non è facile rispondere perché è troppo complicato spiegare quello che stai pensando. A volte non stai pensando proprio a niente. A volte rispondi e osservi la faccia stupìta del tuo interlocutore. A volte la faccia invece è sorridente e interessata. A volte...


Ma i bambini a cosa pensano?

Se lo sono sentiti chiedere poche volte... forse.

A volte ti raccontano tutto e di più. A volte ti guardano in silenzio. A volte ti regalano un loro disegno. A volte prendono e si mettono a correre. A volte te lo chiedono loro.

Non è semplice far scoprire ai bambini i propri pensieri. Forse perché semplicemente li vivono?


A un certo punto, l'anno scorso, ho portato in classe questo libro.

Una classe di una scuola dell'infanzia dove ormai da anni lavoro come educatore musicale.
Forse ti ricordi... avevo già cantato un libro con i bambini di quella classe.

Mi siedo su una sedia piccolina, il libro sulle ginocchia, i bambini seduti a terra di fronte a me a semicerchio.

Leggo i pensieri di: Massimo

Massimo si inventa un'avventura.

© orecchio acerbo 2012

Annetta

Annetta ha desideri zuccherati.

© orecchio acerbo 2012

© orecchio acerbo 2012

Rosa, Mattia, Maria, Elena, Enrico, Anna, Lorenzo, Amir, Laura, Luciano, Guglielmo, Nina, Elvira, Antonio, Nicola, Giovanni e...

Ogni volta che un personaggio apriva i suoi pensieri veniva accolto da un "OHH!!" di stupore a cui seguivano le più varie considerazioni...

Massimo sta a cavallo di un gatto rosso!

No, è una tigre!

Tu chi pensi che sia?


Chi è quello la dietro con le orecchie grandi?

C'è un uccellino a testa in giù!

Tu che avventura vorresti inventare?

...

Annetta ha una torta in testa!

No, sta pensando a una torta alle ciliegie!

Vorrebbe mangiare una torta alle ciliegie... ce le ha pure sulla maglietta!

Tu che vorresti mangiare ora?


E via così... di pensiero in pensiero! Abbiamo letto, inventato, immaginato quello che potevano pensare i personaggi, aggiunto una nostra idea al pensiero del personaggio e poi abbiamo pensato noi!

Io penso che voglio andare a mangiare perché ho fame! [In effetti è quasi ora di pranzo]

Io penso di volare come una farfalla sui prati!

Io penso di pattinare su una pista di ghiaccio fatta da Elsa. [Frozen è dappertutto!]

Maestra, tu a che pensi?


Ugo, tu a che pensi?

Io penso che sarebbe bello ora pensare con la musica!

Ho chiesto ai bambini (e alla maestra) di mettersi seduti in cerchio con me, ho dato loro un elastico lungo annodato per farli aggrappare. Ho messo una musica allo stereo. Ho cominciato a dondolare (non so, mi piace pensare dondolando) aggrappato all'elastico dicendo i miei pensieri insieme alla musica che tutti stavamo ora ascoltando.

E via così... continuando ognuno di pensiero in pensiero con la musica!


Ora ti starai chiedendo quale musica ho utilizzato...

Hai visto Braccialetti Rossi? Sì, la serie tv in onda ultimamente. Hai fatto caso alle musiche? Non le canzoni... intendo le musiche strumentali originali scritte da Stefano Lentini.

Conoscevo Stefano ai tempi dell'università e ora mi fa tanto piacere vederlo collaborare e scrivere musica di qualità anche per la tv. Mi piace molto la delicatezza decisa nel suo uso degli archi.

Per i nostri pensieri ho usato tre tracce dall'album Watanka! (Musiche originali della Serie TV Braccialetti Rossi).

Le tracce sono:

  • L'imprescindibile (Tema di Rocco)

  • Il furbo (Tema di Tony)


  • Il Leader (Tema di Leo)


E via così... una traccia dopo l'altra... un pensiero dopo l'altro.







Trovi il libro in libreria o su Amazon.



Poi, dopo una settimana sono tornato dai bambini in quella classe.


Ugo, rileggiamo il libro dei pensieri?

Certo, ma dopo averlo letto che ne dite di muoverci nella stanza con quella musica cercando di far indovinare a un nostro compagno quello che stiamo pensando?

Senza parlare, mi raccomando!


Grazie per aver pensato insieme a questo post.

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Chi sono

La mia foto

Da piccolo ogni padella che trovavo in cucina si trasformava all'istante in un tamburo, ogni coperchio in un piatto della batteria da suonare con i cucchiai.

Da grande sono diventato un contrabbassista, 7 anni in Conservatorio a Roma e poi in giro per l'Italia a suonare con varie orchestre.

Sempre da grande quando sono entrato all'Orff-Schulwerk ho preso i cucchiai lì per terra e girando e suonando ogni cosa rotonda sono entrato anche nella stanza di Musica in Culla

- Che cos'è quello? - mi domandai dopo aver visto un grande telo a spicchi colorati. Sono rimasto per scoprirlo.

Oggi (da piccolo) mi dedico principalmente all'educazione musicale per l'infanzia e chiedo sempre a tutti i bimbi se nella loro cucina ci sono le padelle.